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mercoledì 12 settembre 2018

Neil Gaiman, un antropologo tascabile.



Potrebbe sembrare azzardato definire Neil Gaiman un antropologo e, molto probabilmente lo è: un azzardo bello e buono.
Ma a ben rifletterci, l'autore di Best Seller, tocca spesso e volentieri temi cari all'antropologia e lo fa con cognizione di causa e di seguito ad uno studio approfondito.
Il nome dell'eclettico artista inglese forse è collegato in maggior parte al fumetto che fece grande scalpore negli anni '80 del secolo scorso: Sandman
Certo, un fumetto di Supereroi a modo suo, ma un fumetto che contiene la creazione di un mondo, una cosmogonia. Un fumetto che possiede al suo interno una mitologia propria - o a volte presa a prestito da altre già esistenti-.
Sandman mette a nudo ed assume come protagonisti qualità e difetti degli uomini e ci costruisce storie intorno, in un mondo onirico, altre in un mondo assolutamente reale, senza farsi scappare nelle sue molteplici chiavi di lettura temi caldi per il suo tempo.
Neil Gaiman si fa più vicino all'antropologia con due romanzi che, potrebbero essere considerati fratelli: American Gods ed, in particolar modo I Ragazzi di Anansi.
Il primo, forse il più conosciuto, ci mette davanti la lotta tra Dei antichi e le nuove " divinità" che la modernità è stata in grado di creare.
Un romanzo che offre sottolivelli ed è ben stratificato se si rompe la superficie del semplice racconto urban fantasy. 
Gaiman, ancora una volta ci mette di fronte a tematiche importanti, come ad esempio lo scontro di culture presente nella nostra epoca, l'ipermodernità di cui in qualche modo siamo tutti succubi e ci dice anche la sua sulla religione, recentemente ribadita in una delle sue interviste

"Dei, religioni e confini nazionali sono assolutamente immaginari. Sono dei concetti nozionali, che tendono a non esistere."

In American Gods, mette a nudo l'uomo e le sue insicurezze, smontandone le convinzioni costruite dalla cultura occidentale dominante e facendolo riflettere su quelle culture ormai passate, considerate inferiori ed involute, riempendolo di dubbi di auto riflessione ed auto criticismo, concetti che poi vengono rivolti al lettore, spingendolo a ripensare le sue convinzioni ed abitudini.
Il secondo romanzo possiamo considerarlo legato al primo per il semplice fatto che ha come protagonista la discendenza di Anansi, personaggio che compare anche in American Gods (Mr.Nancy).
Qui tocchiamo un livello più profondo, andando a scavare non solo nella mitologia o nelle credenze africane e caraibiche, ma veniamo catapultati fuori dalla storia.
Gaiman cerca di rispondere a modo suo alla fatidica domanda che in molti hanno rivolto all'antropologia " Che cosa è l'uomo prima della storia?"
E sebbene Gaiman non sia un antropologo ce la mette tutta per dare una risposta a questa domanda, usando l'espediente di Anansi, re delle Storie, dei racconti. 
Un romanzo intriso di oralità, di suoni, di canti e di musica. Utilizza il medium della scrittura per trasportarci in quel mondo che Pasolini avrebbe definito un mondo di vita pura.
Un mondo in cui l'uomo non viveva ingabbiato in pretesti, in vite già scritte da altri. Una vita di certo meravigliosa, ma anche tragicamente pericolosa.
I ragazzi di Anansi, sebbene sia su carta stampata ha un sapore musicale, che solletica più l'udito che la vista, ci rammenta quanto l'oralità, il bisogno di narrare se stessi e gli altri sia fondamentale per l'uomo e che l'uomo, senza queste narrazioni, sarebbe stato ben poca cosa.
In altre opere di Gaiman è possibile scovare la sua natura di Antropologo, come ad esempio in Cose Fragili, dove molti racconti hanno la stessa impronta dei due romanzi citati poco più sopra, o nel fumetto Black Orchid, dove forte è la componente ambientalista, il tema del rapporto della modernità con l'ambiente e con culture considerate da molti " primitive".
Nel Gaiman, considerato da molti un artista oscuro, è in verità un attento osservatore delle dinamiche sociali, delle problematiche dell'odierno ed un amante di culture da riscoprire. Autore di saggi e non solo di romanzi che spesso toccano la modernità che ci circonda ed i suoi malcontenti. Autore che spesso e volentieri si avvicina all'antropologia e ne prende ispirazione, rubandone gli strumenti di lavoro e restituendo opere stratificate, appassionanti e che consentono di riflettere sia sul mestiere dell'antropologo ai nostri tempi, sia su ciò che ci circonda.

Neil Gaiman tiene un portale sempre aggiornato con le sue pubblicazioni, interviste, spostamenti, mettendo il tutto a disposizioni dei suo fan più accaniti o dei semplici curiosi: http://www.neilgaiman.com/

giovedì 2 agosto 2018

Un' etnografia video-ludica

Partiamo con qualche nozione di base:


etnografia:
et·no·gra·fì·a/
sostantivo femminile
Rappresentazione scritta delle forme di vita sociale e culturale di gruppi umani. In passato l’e. era essenzialmente intesa come studio delle pratiche e delle credenze di gruppi umani non occidentali, e come ‘enumerazione’ delle diverse società ‘primitive’. Caduta ogni definizione essenzialista di concetti come etniatribù, gruppo sociale o culturale, l’e. può intendersi come lo studio antropologico, realizzato attraverso la pratica della ricerca sul terreno e rappresentato attraverso precise modalità di scrittura, dei comportamenti sociali e culturali di un qualsiasi aggregato umano preventivamente definito in base agli interessi dell’osservatore.
(http://www.treccani.it/enciclopedia/etnografia/)

Dagli anni '80 in poi l'etnografia è stata investita ed attaccata da più fronti, dalle critiche delle correnti decostruttiviste post-moderne e da polemiche in cui gli etnografi erano visti come complici degli stati colonizzatori e delle loro politiche.
Riflessioni, queste, più adatte all'accademia che a ciò che ci interessa in questo blog.
Basti sapere che da quel momento in poi i "popoli altri" studiati dagli etnografi, hanno iniziato sempre più spesso a parlare con la loro stessa voce, sgomitando e rendendo spesso obsoleti lavori come quello di Paul Radin ed il suo Crashing Thunder (https://philpapers.org/rec/RADCTT).
Quello che ci chiediamo in questo articolo è: fin dove si sono spinte le conseguenze di questa crisi dell' antropologia e dell'etnografia e quali sono le innovazioni che vi sono succedute?
Quello su cui mi voglio soffermare è come l'etnografia ( o auto-etnografia, se così si può definire) sia entrata in punta di piedi anche nel mondo dei video-giochi. 
Quello dei video- giochi è un fenomeno abbastanza diffuso, specialmente tra i più giovani, ma spesso è un qualcosa che non richiede abbastanza attenzione, visto come una pratica che spesso spegne il cervello, che rilassa, che non fa pensare. Ma allora perchè questi "popoli altri", decidono di parlare di loro stessi, di trasmettere le loro culture e tradizioni proprio utilizzando questo mezzo?
La risposta sembrerebbe semplice: ottimizzando il connubio tra ludicità ed istruzione, questo potrebbe spingere le nuove generazioni ad un rinnovato interesse ed una voglia di conoscere meglio  tematiche che, potrebbero correre il rischio di scomparire. Quesito, il mio, che meriterebbe un maggiore approfondimento.
Passando oltre le riflessioni teoriche, vi porto alcuni esempi concreti rispetto l'argomento trattato. Ho avuto il piacere e la sorpresa di imbattermi in video-giochi contenenti un' etnografia, un lato didattico sostenuto da una ricerca e da una voglia di preservare e diffondere tradizioni e culture.

Nishan Shaman
(https://philpapers.org/rec/RADCTT)



Gioco per dispositivi mobili completamente gratuito sviluppato dalla Tencent Mobile International Limited. Gioco ideato e creato in cinque mesi da un team di sei laureandi.
Questo rythm game ci porta nella Manciuria nel nord della cina, alla scoperta di tradizioni e di credenze religiose che vanno via via scomparendo, in particolare ci porta a conoscenza dello Sciamanesimo, termine questo molte volte abusato e decontestualizzato, tanto da aver perduto il suo reale significato e la sua appartenenza.
Quello che viviamo nei pochi minuti di gioco - circa un'oretta- è quello che potremmo definire un "viaggio sciamanico" con lo scopo di trovare e salvare l'anima di un bambino, in tutte le sue fasi.
All'inizio ed al termine di ogni livello - oltre che nelle varie interfacce- oltre alla storia narrata della figura mitica di Nishan, si potrà godere di piccole informazioni riguardanti il ruolo dello sciamano presso le popolazioni cui appartengono le culture della cina nordorientale.
Il gioco, inoltre, permette di sbloccare un compendio in cui maggiori informazioni e nozioni  ( non troppo lunghe o noiose) vengono fornite riguardo le popolazioni cui il prodotto è dedicato.

Never Alone (Kisima Ingitchuna)
(http://neveralonegame.com/)



Disponibile per console, PC e dispositivi mobili, sviluppato dalla Upper One Games, questo è un gioco sviluppato in collaborazione con una delle popolazioni originarie dell' Alaska, gli Inupait. A contribuire alla nascita del gioco infatti, sono stati più di 40 nativi, tra anziani, racconta storie e membri della comunità. 
È un gioco che ha tutti i caratteri dell'etnografia, dove i nativi raccontano e parlano di quella che è la loro cultura, e le loro tradizioni. Una narrazione orale che poi viene riportata al pubblico in chiave video ludica, dove viene reso possibile compiere azioni eroiche ed incontrare personaggi mitici appartenenti alle popolazioni dell' Alaska.
A completare il quadro è possibile sbloccare brevi filmati che vanno a comporre un breve documentario sugli usi, i costumi, la religione e le tradizioni della cultura Inupait.
Anche in questo caso , troviamo sotto la lente di ingrandimento un grande interesse per il culto Sciamanico di tale popolazione.

A conclusione, potremmo dire, che l'Etnografia non è morta sotto i colpi di feroci critiche, ma come ci insegna la cultura stessa, è stata capace di rinnovarsi e di reinventarsi, percorrendo sentieri totalmente e sorprendentemente inaspettati.



martedì 14 novembre 2017

Geeky Hour: La giusta Mezura

Flavia Biondi ci trasporta in una Bologna viva, reale, ma allo stesso tempo dolce ed ovattata dai sogni e dalle speranze degli studenti che la vivono.
La Giusta Mezura ( edito da Bao Publishing) ci narra una storia semplice, di quelle che si incontrano tutti i giorni, nella quotidianità, una storia della quale noi stessi potremmo essere protagonisti.




"Storia. È curioso come questa parola rappresenti gli avvenimenti assolutamente reali del passato e allo stesso tempo un racconto. Un qualcosa di esclusivamente immaginario. Oppure significhi avere una relazione. Mi piace pensare che questo indichi che i nostri legami vivano del giusto equilibrio tra realtà e fantasia."

Ci troviamo di fronte alle difficoltà di una giovane coppia che condivide sogni, ansie e speranze da svariati anni. Una coppia che non riesce più a trovare carburante e va avanti per inerzia, per abitudine.
Una situazione familiare a tutti, ma che in qualche in modo ci riesce sempre a mettere a disagio.
Flavia Biondi ci lascia capire che, nella vita è sempre necessario, invece, ricercare il giusto equilibrio delle cose, "La giusta mezura" ci insegna che non si vive di eccessi, di estremi tra il bianco ed il nero, ma delle mille sfumature di colori che si trovano tra questi due opposti.
Un racconto che scalda il cuore e commuove, disegni che sono di una dolcezza e delicatezza inimmaginabili.

Consigliatissimo!

Voto 8/10



martedì 11 luglio 2017

Geeky Hour: I Racconti dei Vicoletti.

Ho poche scusanti per giustificare la mia assenza dal Blog. Solamente due, o forse tre, ma vi assicuro che sono validissime ( o quasi): le prime due sono il lavoro e lo studio, la terza forse è un po' meno valida ed è la mia dannata ( e inguaribile) incostanza.
Ma non è questo l'argomento di cui volevo trattare, ma una Graphic Novel che ha attirato particolarmente la mia attenzione, sebbene io non sia una grande estimatrice del fumetto asiatico.
Voglio parlarvi de' "I Racconti dei Vicoletti", un fumetto edito da Bao Publishing, scritto e disegnato da Nie Jun.



L'autore cinese ci racconta le avventure della piccola Yu'er e di suo nonno Doubao ; della loro vita nei vicoletti ai margini della città.

Nie Jun ci parla della disabilità in modo semplice e leggero, senza apparire disfattista, e privo di uno sguardo giudicante.
Nonostante Yu'er sia disabile, la piccola è circondata dall'affetto del nonno e di molti amici, non guardando alla sua disabilità  motoria come qualcosa che possa privarla della gioia di godersi la vita così come si presenta.
Il fumettista ci immerge in un'atmosfera spensierata e sognante, dai colori che scaldano il cuore e quasi fiabesca.
Un fumetto che chi, come la sottoscritta, adora Miyazaki all'ennesima potenza, sicuramente non potrà fare a meno di apprezzare.

Lo consiglio spassionatamente, è una lettura estiva davvero piacevole soprattutto se accompagnata da una bella tazza di Tea verde ghiacciato.


Voto: 8/10

giovedì 2 marzo 2017

Tea & Tolkien

So benissimo che non ho scusanti, né giustificazioni per la mia ennesima assenza plurimensile su queste pagine virtuali.
Me è giusto che sappiate che io e la costanza non siamo precisamente le migliori delle amiche.
Tempo fa pubblicai sulla pagina facebook un mosaico di foto, chiedendovi cosa pensavate riguardo l'accoppiata Tea e Tolkien (lo sapete, soffro di Tolkienite acuta). 


La mia intenzione era poter fare un articolo abbinando diversi tipi di tea ad altrettanti libri del Professore, consigliandovi il giusto connubio tra gusto e lettura.
Ebbene, dopo varie peripezie ed esitazioni, ecco a voi la mia selezione di tea dedicata alla terra di mezzo (avrete anche modo di spiare la mia piccola collezione di gioie e piccolezze)!

Il Silmarillion:



Per questo libro  ho scelto un tea rosso. Mentre vi immergete nelle pagine del Silmarillion per scoprire, o riscoprire come tutto è iniziato, sorseggiate e gustatevi un buon Rooibos. Dal profumo che ricorda terre lontane ed incantate e dal sapore pungente come le pagine di questo libro, vi vedrà sicuramente ben disposti per affrontare un lungo viaggio nella Terra di mezzo.

Lo Hobbit


Per potervi davvero godere una fiaba d'altri tempi, serve qualcosa che vi catapulti direttamente nel mondo fiabesco in cui è ambientata. Per questo motivo, ho scelto per questo piccolo gioiellino, un tea che per me è altrettanto prezioso. Per alcuni sarà un banalissimo Tea nero, ma mi ha rubato il cuore, come dopotutto me o ha rubato Lo Hobbit. Confesso, è con questo libro che è nato il mio amore per Tolkien. L'Old English Roses non è niente di meno che un Tea nero arricchito di boccioli di rosa . Ha l'odore della campagna inglese ed un sapore dolce e primaverile. Non faticherete ad immaginarvi il Vecchio Gaffiere che raccoglie boccioli di rosa e li mette ad essiccare, conservandoli per poterci insaporire il Tea del pomeriggio!

La compagnia dell'Anello


Quello che vi propongo per dare inizio al viaggio della Compagnia, non è esattamente un Tea, ma una Tisana composta da: ciliegia e cannella. Ho scelto il gusto dolciastro della ciliegia ed il profumo invitante della cannella perchè ricordano con una certa nota di nostalgia l'allegria e la spensieratezza della Contea, la goliardia degli Hobbit... Ma allo stesso tempo ci avverte che, se si aggiunge un po' troppa cannella quell'infuso può diventare amaro, come amare si fanno amare le pagine di questo libro.

Le due Torri


A proposito di amarezza. Trovo che quella de "Le due Torri", sia la parte più amara e cupa di tutta l'opera. Per questo ho scelto un Tea nero accompagnato da cioccolato fondente e mandorle. Una bevanda dal profumo invitante, che al solo pensiero del cioccolato ci fa venire l'acquolina, ma che alla fine dei conti, dopo averlo sorseggiato ed assaporato, ci lascia con l'amaro in bocca.

Il Ritorno del Re


Per quel che riguarda l'epilogo del nostro viaggio nella Terra di Mezzo ho scelto un Oolong (  un Tea Blu). Un infuso che ha un profumo piacevole ed un gusto fruttato. Una bevanda che ci assicura che tutto è finito , che un' Era si è appena conclusa ed una nuova sta per sorgere. Ci riporta con il pensiero alle gioie della Contea, a chi abbiamo lasciato lì. Ma ci porta ancora più lontani con il pensiero che corre verso Aman, verso il Reame Beato, dove poter finalmente godere della benevolenza dei Valar e lasciar da parte delle nostre fatiche e peripezie...



mercoledì 21 settembre 2016

Geeky Hour: Season after Fall

Molti ormai sanno, che il mio nome fa rima con Indie , ed ancor di più fa rima con Volpi.
A quanto pare la casa indipendente francese Swing swing Submarine ha saputo racchiudere al meglio quel che amo dei videogiochi, con il suo interessantissimo e favolistico Season After Fall.



Un gioco che riprende le tematiche della vecchia Europa pagana ed i suoi simbolismi, dando molto rilievo a ciò che la natura può fare e disfare, rende quello che - a prima vista- appare come un platform con molti elementi di puzzle-  un viaggio interiore.

Vi ritroverete ad essere uno spirito ( un seme) legato al corpo di una volpe che, per sua sfortuna, si è ritrovata casualmente nel fitto della foresta al momento del vostro risveglio.
Dovrete far visita ai quattro guardiani delle Stagioni più d'una volta , per arrivare ad avere consapevolezza di cosa sia in effetti il "Rituale delle Stagioni" di cui si parla per tutto il gioco ed arrivare a comprendere la sua importanza.
Un gioco, di certo della durata di poche ore, ma sicuramente non facile da interpretare.
Season After Fall, vi incanterà con le sue atmosfere fiabesche e con la sua grafica , oltre che la sua colonna sonora composta da un quartetto d'archi registrato dal vivo.
Un'esperienza di gioco piacevole ed immersiva, che aggrada vista ed udito a tutto tondo e che non toglie di certo il piacere di giocare, o semplicemente di rimanere a guardare.
Inutile dire che il finale, sebbene sia un lieto fine, contenga una bella dose di Feels come piace a me!
Definirlo uno delle eccellenze del mondo Indie è d'obbligo e non farlo sarebbe una sciocchezza bella e buona.
Fiondatevi a capofitto nel mondo favolistico di Seaon After Fall e piegate le stagioni a vostro volere e piacimento!

Voto 10/10

Una chicca per voi!
Uno dei brani che vi accompagnerà durante il gioco. Enjoy! <3


domenica 4 settembre 2016

Geeky Hour: The End of the World

Al contrario di quanto possa far presagire il titolo, questo articolo non avrà nulla a che fare con scenari catastrofici e post apocalittici, ma in comune con questi ha sicuramente il fatto di non essere adatto ai deboli di cuore.

New Castle, Inghilterra. Un uomo vive in un mondo destinato a finire perchè il suo grande amore non c'è più. Vive giorno dopo giorno, sotto l'incessante scorrere della lancetta. Cercando di andare avanti.

Che siate dei romanticoni, a caccia dei Feels più sfrenati, o semplicemente annoiati, questa avventura grafica  vi terra incollati allo schermo del vostro dispositivo mobile per intensissimi venti minuti, complice l'accattivante grafica in digital brush.


Vi immergerete nella tempesta del cuore e della tragedia della mente, di un uomo talmente distrutto da credere che il mondo gli crolli letteralmente addosso.
Starà a voi scegliere se rincorrere il passato ed ricordi, lasciando divorarvi da essi oppure, guardare avanti verso un futuro ed una ricostruzione.

Trovate questa bellissima (ed ahimè brevissima) avventura grafica su GooglePlay ed AppStore.

Voto 7/10.

P.S. Se volete farvi davvero male e cedere ai Feels, accompagnateci una colonna sonora strappa lacrime.